poco fa, dunque, il suono acidulo dell'allarme mi viene in sogno, si mescola al sogno, si annoda al sogno. e giacché il sogno altro non è che me stesso, quel suono si annoda a me, mi accalappia e mi tira via dal sonno. alzo la testa, cerco di rintracciare il cellulare sul pavimento della stanza già illuminata, lo individuo, mi alzo dal letto, lo agguanto e zittisco la sua vocetta zelante. per un istante mi dico: torno a dormire. alzo lo sguardo verso la finestra. sono miope, non vedo un cazzo, a parte una luce opaca e chiarissima al tempo stesso. stringo gli occhi, mi avvicino alla finestra, mi coglie un sospetto. mi metto in fretta le lenti a contatto.

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