martedì 17 agosto 2010

Nel buco del culo della notte

da anni non lavoravo di notte. m'ero dimenticato che luce c'è, quanto è salata l'aria, e tutte quelle cose lì, non le ricordavo, non ricordavo che fossero così. sono cose che ho descritto altrove e che non ho voglia di ripetere.
le dita pesano e c'è poco da fare, qui. e forse c'è anche poco da dire.
mi sono rintanato in un angolo in cui nessuno verrà a disturbarmi. forse mi sono nascosto fin troppo bene, rischio di non ritrovarmi nemmeno io. a dire il vero mi piacerebbe pure, che mi stanasse qualcuno. perché mai ci si nasconde, allora? non è forse perché qualcuno ci stani, che ci nascondiamo?
a meno che il nascondersi non sia un modo per temporeggiare. prima o poi chi ci cerca si stancherà di cercarci, abbandonerà il campo, e allora potremo uscire allo scoperto. ma non sarà pur sempre per andarci a nascondere altrove, che usciremo?
se invece l'obiettivo è essere trovati, il fatto che chi ci cercava smetta di cercarci potrebbe rappresentare un problema. perché se stavamo giocando a nasconderci e nessuno ci cerca più, il gioco finisce. e ci ritroviamo nascosti come degli imbecilli, e magari il tempo passa e facciamo la fine dei soldati giapponesi sui monti di Mindanao, ignari per decenni che la guerra fosse finita.

e chi vuoi mai che mi trovi domattina alle 7, poi, quando uscirò di qui e il sole non sarà spuntato ancora.
chi vuoi che mi trovi in metropolitana. ogni viaggiatore sarà qualcuno che si nasconde, a quell'ora. qualcuno che si nasconde in un vagone di metropolitana.
o qualcuno che va a nascondersi in un qualche angolo d'ufficio, come sto facendo io stasera, stanotte.
e quando sarò giunto a casa andrò a nascondermi al terzo piano della magione, nella stanza, dietro una finestra, sotto una coperta. in un sonno profondo, mi nasconderò. un sonno del peso e del sapore di una gigantesca lacrima amniotica.
sarò un feto che sta bene lì, che non vuol nascere, almeno per il tempo di un sogno, magari due sogni, non di più. perché poi si nasce, c'è poco da fare.
e, come disse il tale, quando sei nato non puoi più nasconderti. vabbè, non avrei mai voluto dover fare questa citazione.
in breve, siamo tutti qui. chi ci cerca ci trova, perché chi cerca trova. è un detto che vale per le cose quanto per le persone.
nel mentre sono stato trovato da una beneficiaria, che dalla spagna chiamava perché tirassi fuori dalla merda lei e la sua famiglia, accidentati in macchina in un buco di culo di mondo, non lontano da Cordoba.

1 commento:

Anonimo ha detto...

tana ! :)

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