ed io che sono di una specie inestinguibile, come le mosche, e finalmente mi sento comune, normale, banale, mortale dopo secoli dementi di rincorsa ad un grappolo di sogni ingrati, io: che posso mai sperarmi dal domani, quando quella cazzo di sveglia suonerà?
giovedì 22 ottobre 2009
Si sta come d'estate/sugli alberi la frutta
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martedì 20 ottobre 2009
Untitled
e stavolta un ciglio di piuma, invece, mi ha sfogliato la pelle, lasciandomela almeno per un po' liscia e sospesa, dopo tempi in cui certe cose andavano pian piano, come una quercia, svanendo al tempo stesso nel seme buio e stretto di una notte sola, o qualche. è vero, mi ha scheggiato un trepido barlume di scemenza, mi ha colto di strisciata.
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martedì 22 settembre 2009
Nuxi budra
insonnia è pari un'ambulanza vuota che impazza attraverso la città deserta, di notte fonda, quando del sole nemmeno l'ombra.
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sabato 5 settembre 2009
lunedì 24 agosto 2009
Tempi Miti
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domenica 16 agosto 2009
Atomia
« Sì », rispose Momo.
« E pensi di fermarti qui? »
« Sì, magari! »
« Ma non ti aspettano da qualche parte? »
« No. »
« Voglio dire, non devi tornare a casa? »
« Io qui sono a casa », assicurò prontamente Momo.
« Da dove vieni, bambina? »
Momo fece con la mano un gesto vago indicando un punto qualsiasi, comunque distante.
« Chi sono i tuoi genitori? » continuò a domandare l’uomo.
La bimbetta guardò perplessa lui e gli altri e fece un’alzatina di spalle. Quelli del gruppetto si scambiarono un’occhiata e sospirarono.
« Non aver paura, non vogliamo scacciarti », continuò l’uomo, « vogliamo aiutarti. »
Momo annuì, zitta e non del tutto convinta.
« Hai detto che ti chiami Momo, vero? »
« Sì. »
« È un bel nome, ma è la prima volta che lo sento. Chi te lo ha dato? »
« Io », disse Momo.
« Da te ti sei chiamata così? »
« Sì. »
« Quando sei nata? »
Momo ci pensò un po’ su e infine disse: « Se mi ricordo bene, ci sono sempre stata »
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sabato 15 agosto 2009
Interkenzo
è sbocciato un bel sole sulla mia terrazza, nella sonnolenta città dei lillà.
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